martedì 30 dicembre 2014

"vi invito a non parlare tanto liberamente di Dio...."

"[...] vi invito a non parlare tanto liberamente di Dio, che è la vostra Totalità, parlate piuttosto gli uni con gli latri e cercate di comprendervi, il vicino con il vicino, un dio con un altro dio.
[...] Solo quando vi smarrite nel vostro Sé più piccolo ricercate il cielo che chiamate Dio. Vorrei invece che riusciste a trovare i sentieri nel vostro immenso Sé; vorrei che foste meno pigri e lastricaste le strade!
[...] sarebbe più saggio parlare meno di Dio, che non siamo in grado di comprendere, e parlare di più di ciascuno di noi, che possiamo comprendere. Vorrei che capiste che siamo il soffio e la fragranza di Dio. Noi siamo Dio, nella foglia, nel fiore e spesso nel frutto."
(Kahlil Gibran, Il giardino del Profeta)

"Un uomo può compiere imprese stupefacenti....."

"Un uomo può compiere imprese stupefacenti e assimilare una grande quantità di conoscenze, eppure non avere alcuna comprensione di sé. Ma la sofferenza spinge un uomo a guardarsi dentro. Se vi riesce, ecco che là, dentro di lui, comincia il suo apprendimento."
(Søren Kierkegaard)

sabato 27 dicembre 2014

"Avete sempre e solo cercato cibo e riparo......"

"Avete sempre e solo cercato cibo e riparo, una veste e un bastone: ora cercate l'Uno che non è né un bersaglio per le vostre frecce né una caverna di pietra ove ripararvi dagli elementi. E se le mie parole sono uno scoglio e un enigma, allora cercate comunque, che il vostro cuore possa spezzarsi e i vostri interrogativi possano condurvi verso l'amore e la saggezza dell'Altissimo.
[...] Con la fantasia vorreste innalzarvi tra le nuvole, che chiamate altezza; e vorreste attraversare il vostro mare che chiamate distanza. Ma io vi dico che quando seminate un seme nella terra, voi raggiungete un'altezza superiore; e quando salutate la bellezza del mattino con il vostro vicino, attraversate un mare più vasto.
Troppo spesso levate le vostre lodi al Signore, ma in verità non udite quel canto. Vorrei che riusciste ad ascoltare il canto degli uccelli e delle foglie che abbandonano il ramo quando soffia il vento; e non dimenticate, amici miei, che le foglie cantano solo quando vengono separate dal ramo.
"
(Kahlil Gibran, Il giardino del profeta)

venerdì 26 dicembre 2014

"Ogni tuo gesto diventerà un’azione spirituale..."

"Non importa cosa fai; ciò che conta è che puoi farlo con consapevolezza e dedizione.
Solo così ogni tuo gesto diventerà un’azione spirituale."
(Thich Nhat Hanh, La Pace è Ogni Respiro)

martedì 23 dicembre 2014

La Legge dell'Attrazione

"Smetti di occuparti delle cose di cui non ti vuoi occupare.
Smetti di parlarne, smetti di leggere in merito,
e smetti di ripetere quanto siano brutte.
Concentrati solo su ciò che vuoi attrarre a te.
Ricorda, dove va la tua attenzione, li scorre la tua energia."
(Jack Canfield – La Chiave della Legge dell’Attrazione)

domenica 21 dicembre 2014

20 dicembre: gran festa al Centro Studi di Psicoterapia e di Crescita Umana

...inizia il pomeriggio di presentazioni e festeggiamenti ... sabato 20..

.
Sonia Ceparano ci ha parlato degli oli essenziali, spiegandoci come sceglierli e dandoci dei consigli preziosi sul loro utilizzo....la curiosità verso questi rimedi è aumentata!!


..e poi Antonio Peis spiega il Qi Gong, postura, respiro....le ginnastiche di lunga Vita....






...e infine preziosa meditazione e ricco aperitivo vegan...ma di questi non abbiamo le foto... Un grazie di cuore a tutte le persone che sono intervenute ed hanno condiviso il Dono che sono con noi...e per chi non è riuscito a d'esserci...prossimo appuntamento di festa a primavera....GRAZIE!

"L’essere umano è come una locanda.
Ogni mattina un nuovo arrivo.
Momenti di gioia, di depressione, di meschinità,
a volte un lampo di consapevolezza giunge 
come un visitatore inatteso.
Dai loro il benvenuto e intrattienili tutti!
Anche se c’è una moltitudine di dolori,
che violentemente svuota la tua casa
portando via tutti i mobili,
tratta ugualmente ogni ospite con rispetto.
Potrebbe aprirti a qualche nuova gioia.
I pensieri cupi, la vergogna, la malizia,
Accoglili sulla porta con un sorriso,
ed invitali ad entrare.
Sii grato chiunque arrivi,
perché ognuno è stato mandato
dall’aldilà per farti da guida........"

(Rumi, la locanda)





giovedì 18 dicembre 2014

Consapevolezza

"Cerchiamo di non guardarci indietro con rabbia o in avanti con paura, ma intorno con consapevolezza".
(James Thurber)

Liberazione

"Non ci si libera di una cosa evitandola, ma solo attraversandola".
(Cesare Pavese)

Meditare

"Ho scoperto il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada".
(Kahlil Gibran)

martedì 16 dicembre 2014

Il passato imposto sul presente

"Quando un qualche aspetto di un fatto appare simile a un ricordo del passato dotato di forte carica emotiva, la mente emozionale reagisce provocando i sentimenti che si accompagnavano all'evento ricordato. La mente emozionale reagisce al presente "come se fosse il passato". Il guaio è che, specialmente quando la valutazione è rapida e automatica, può accadere che non ci si renda conto che le cose sono cambiate rispetto alla situazione passata. Qualcuno che ha imparato dalle percosse dolorosamente subite durante l'infanzia a reagire a uno sguardo adirato con grande paura e disgusto, manterrà in certa misura quella reazione pure da adulto, anche quando uno sguardo cattivo non comporterà la stessa minaccia.
Se i sentimenti sono forti, allora la reazione che viene provocata è ovvia. Ma se i sentimenti sono vaghi o sottili, può accadere che non ci si renda conto della reazione emotiva in corso, anche se essa colora sottilmente il nostro modo di reagire in quel momento. Pensieri e reazioni al momento presente assumeranno il tono dei pensieri e delle reazioni del passato, anche se può sembrare che la reazione sia dovuta soltanto alla circostanza momentanea. La nostra mente emozionale imbriglierà la mente razionale piegandola ai propri fini e per questo noi presentiamo spiegazioni dei nostri sentimenti e delle nostre reazioni - le cosiddette razionalizzazioni - che le giustificano nei termini del momento presente, senza comprendere l'influenza della memoria emozionale. In questo senso, non possiamo avere idea di ciò che sta davvero accadendo, anche se possiamo nutrire la convinzione certa che sappiamo esattamente cosa sta succedendo. In momenti simili la mente emozionale ha ingabbiato quella razionale, ponendola al suo servizio. [...]"
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)

lunedì 15 dicembre 2014

Mancanza di Valore.

Nel lavoro di Pratica della Presenza ci ritroviamo a volte ad avere a che fare con delle sensazioni di "mancanza", di buco ......quello che scrive Almaas può essere utile...sul Valore..
A.H.Almaas:" ... Se perdi il tuo valore, per esempio, se ad un certo punto ne vieni tagliato fuori, ne rimarrà un buco. Il buco, verrà sperimentato come senso di inferiorità, o perdita dell'auto stima. Ma questo non è la reale sensazione. La reale sensazione è l'assenza della sensazione di valore o della sensazione di auto stima.
L'inferiorità verrà poi coperta da un tentativo di sentirsi superiori, di difendersi ancora. Così, a volte, ti senti superiore a chiunque altro. Ma anche questa non è ancora una sensazione reale: è un tentativo di nascondere un'altra pseudo sensazione. E poi se qualcuno fa o dice qualche cosa e tu ti senti inferiore ti arrabbi, giusto? Ancora una pseudo sensazione. E tutte queste pseudo sensazioni vengono su perché non sei in contatto con la reale sensazione del valore reale. Sono compensazioni. Così, tutti questi strati di pseudo sensazioni sono la conseguenza dell'essere stato tagliato fuori dal tuo valore reale. Sono reali nel senso che tu le senti. Ma non sono reali nel senso che sono una conseguenza della perdita di ciò che è reale. Questa è una differenza importante. Quando vieni tagliato fuori da una sensazione reale, qualcos'altro prova a prendere il suo posto: le emozioni. Così, sentendo le emozioni, puoi arrivare ad una comprensione: puoi arrivare a vedere cosa hai perso e sperimentarlo. Quando sperimenti la reale sensazione del valore reale, vedrai che è molto differente dalle pseudo sensazioni che coprono e proteggono la perdita. Le emozioni sono reazioni, mentre gli stati essenziali, come il valore, sono stati dell'essere. Non sono reazioni."

Mercoledì 17 dicembre - Atisha - Meditazione del Cuore - Ingresso libero

Mercoledì 17 dicembre  - Atisha - Meditazione del Cuore - Ingresso libero
presso il Centro di Psicoterapia e Crescita Umana, via Marsala 11 - Firenze
Ore 20,30

Atisha - Meditazione sul Cuore e sul suo potere di guarigione

Atisha fu un grande maestro di saggezza che creò una profonda tradizione di amorevolezza per tutti gli esseri senzienti ossia per ogni creatura vivente. Atisha scoprì che il cuore è la vera pietra filosofale capace di trasformare il dolore pesante e scuro in energia amorevole, luminosa e solare come l’oro.

Meditazione introdotta e condotta da Roberto Di Ferdinando

orario: dalle 20,30 alle 21,45 circa

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.

Per info e prenotazioni: roberto.diferdinando@tin.it – cell.:3339728888

martedì 9 dicembre 2014

Festeggia con Noi: sabato 20 dicembre 2014

Siamo arrivati alla fine di questo anno, un anno intenso e ricco di esperienze e novità, e vogliamo "restituire " qualcosa a tutte le persone che ci hanno accompagnato e quelle che desidera farlo nel futuro. 
Sabato 20 dicembre pomeriggio sarà un momento per farlo, con esperti che parleranno di aromaterapia e ginnastiche della medicina tradizionale cinese, poi faremo una  meditazione , presenteremo un progetto per noi prezioso, il Progetto Fratellanza, e infine brinderemo con un buffet "cruelty free".
Vi aspettiamo con gioia!

Un pomeriggio con presentazioni, meditazione e aperitivo per ringraziare l'anno trascorso assieme.

0re 17: Cos'è l'aromaterapia
Sonia Ceparano, naturopata ci guiderà in una introduzione al mondo degli oli essenziali: come si scelgono, come riconoscerne la qualità, modi di utilizzo, campi di applicazione e alcune ricette che si possono anche autorealizzare.

Ore 17.45 : Qi gong per l’equilibrio biopsichico
Antonio Peis, operatore olistico di MTC ci introduce al Qi Gong, con una parte esperienziale. Non esiste uno psichismo che non si ancori su una struttura materiale e tale struttura si configura coerentemente con il mentale che la organizza e la muove: in ultima analisi si tratta di due manifestazioni differenti dello stesso fenomeno, verrà accennato lo studio di una serie di esercizi i ba duan jin, rifacendosi agli “otto trigrammi” del pensiero taoista sono considerati antecedenti alla comparsa del buddismo dall’India, quindi antichissimi

Ore 18.30 :Meditazione , Pratica di Presenza e Gratitudine
PRESENTAZIONE “PROGETTO FRATELLANZA.Condividere per Crescere”
Massimiliana Molinari, psicologa e psicoterapeuta e Roberto Di Ferdinando, esperto di mindfulness e psicosomatica olistica ci presentano il nuovo progetto del centro e ci guidano in una pratica meditativa.
 La pratica è aperta a tutti e non richiede abilità specifiche.

Ore 19.00 APERITIVO VEGANO
Per festeggiarvi e ringraziare tutti voi , per questo anno trascorso insieme, e per chi non ci conosce …. questa è una buona occasione per venirci a trovare !

Ingresso libero ma chiediamo di avvisarci per poterci organizzare
Cell. 3396788142, Cell.3387274816

Via Marsala,11 –Firenze
psicoterapiaecrescitaumama.blogspot.it
 



lunedì 8 dicembre 2014

Mercoledì 10 dicembre - Meditazione Golden Flower - Ingresso libero

Mercoledì 10 dicembre - Meditazione Golden Flower
presso il Centro di Psicoterapia e Crescita Umana, via Marsala 11 - Firenze
Ore 20,30


La Meditazione “Golden Flower”; detta anche “Meditazione della luce dorata”,  appartiene alla tradizione taoista (principi della “circolazione della luce”) . La tecnica, semplicissima, basata sul respiro e sulla visualizzazione, ha lo scopo di armonizzare le polarità femminile-maschile della persona, concedendo un profondo stato di rilassamento ed equilibrio





Meditazione introdotta e condotta da Roberto Di Ferdinando

orario: dalle 20,30 alle 21,30 circa


Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.
Per info e prenotazioni: roberto.diferdinando@tin.it – cell.:3339728888

venerdì 5 dicembre 2014

Cambiamento

"Solo un cambiamento dell'atteggiamento individuale potrà portare con sé un rinnovamento dello spirito delle nazioni. Tutto comincia con l'individuo."
(Carl Gustav Jung)

Le emozioni nel corpo.....

"Quando siamo in "collera", il sangue ci affluisce alle mani e questo rende più facile afferrare un'arma o sferrare un pugno all'avversario; la frequenza cardiaca aumenta e una scarica di ormoni, fra i quali l'adrenalina, genera un impulso di energia abbastanza forte da permettere un'azione vigorosa.
- Se abbiamo "paura", il sangue fluisce verso i grandi muscoli scheletrici, ad esempio quelli delle
gambe, rendendo così più facile la fuga e al tempo stesso facendo impallidire il volto, momentaneamente meno irrorato (ecco da dove viene la sensazione che “si geli il sangue”).
Allo stesso tempo, il corpo si immobilizza, come congelato, anche solo per un momento, forse per valutare se non convenga nascondersi. I circuiti dei centri cerebrali preposti alla
regolazione della vita emotiva scatenano un flusso di ormoni che mette l'organismo in uno stato generale di allerta, preparandolo all'azione e fissando l'attenzione sulla minaccia che incombe per valutare quale sia la risposta migliore.
- Nella "felicità", uno dei principali cambiamenti biologici sta nella maggiore attività di un centro cerebrale che inibisce i sentimenti negativi e aumenta la disponibilità di energia, insieme all'inibizione dei centri che generano pensieri angosciosi. Tuttavia, a parte uno stato di quiescenza che consente all'organismo di riprendersi più rapidamente dall'attivazione biologica causata da emozioni sconvolgenti, non si riscontrano particolari cambiamenti fisiologici.
Questa configurazione offre all'organismo un generale riposo, e lo rende non solo disponibile ed entusiasta nei riguardi di qualunque compito esso debba intraprendere ma anche pronto a battersi per gli obiettivi più diversi.
- L'"amore", i sentimenti di tenerezza e la soddisfazione sessuale comportano il risveglio del sistema parasimpatico; in altre parole, si tratta della mobilitazione opposta a quella che
abbiamo visto nella reazione di “combattimento o fuga” tipica della paura e della collera. La modalità parasimpatica, che potremmo anche chiamare “risposta di rilassamento” si avvale di un insieme di reazioni che interessano tutto l'organismo e inducono uno stato generale di calma e soddisfazione tale da facilitare la cooperazione.
- Nella "sorpresa" il sollevamento delle sopracciglia consente di avere una visuale più ampia e di far arrivare più luce sulla retina. Questo permette di raccogliere un maggior numero di informazioni sull'evento inatteso, contribuendo alla sua comprensione e facilitando la rapida formulazione del migliore piano d'azione.
- In tutto il mondo l'espressione di "disgusto" è la stessa, e invia il medesimo messaggio: qualcosa offende il gusto o l'olfatto, anche metaforicamente. Come già aveva osservato Darwin, l'espressione facciale del disgusto - il labbro superiore sollevato lateralmente mentre il naso accenna ad arricciarsi - indica il tentativo primordiale di chiudere le narici colpite da un odore nocivo o di sputare un cibo velenoso.
- La "tristezza" ha la funzione fondamentale di farci adeguare a una perdita significativa, ad esempio a una grande delusione o alla morte di qualcuno che ci era particolarmente vicino.
Essa comporta una caduta di energia ed entusiasmo verso le attività della vita in particolare per le distrazioni e i piaceri - e, quando diviene più profonda e si avvicina alla depressione, ha
l'effetto di rallentare il metabolismo. La chiusura in se stessi che accompagna la tristezza ci dà l'opportunità di elaborare il lutto per una perdita o per una speranza frustrata, di comprendere
le conseguenze di tali eventi nella nostra vita e, quando le energie ritornano, di essere pronti per nuovi progetti. Può darsi che un tempo questa caduta di energia servisse a tenere i primi
esseri umani vicini ai loro rifugi - e quindi al sicuro - quando erano tristi e perciò più vulnerabili.
Queste inclinazioni biologiche a un certo tipo di azione vengono poi ulteriormente plasmate dall'esperienza personale e dalla cultura. Ad esempio, la perdita di una persona amata suscita universalmente tristezza e dolore. Ma il modo in cui esterniamo il nostro lutto - il modo in cui le emozioni sono esibite in pubblico o trattenute in modo da esprimerle solo in privato - è forgiato dalla cultura; analogamente, dipendono dalla cultura i criteri con i quali le persone vengono classificate o meno nella categoria di quelle “amate” delle quali si debba piangere la morte.
Il lungo periodo dell'evoluzione durante il quale queste risposte emozionali si andarono forgiando fu certamente caratterizzato da una realtà ben più dura di quella che la maggior parte degli esseri umani si trovò poi a dover affrontare in quanto specie a partire dagli albori della storia. Era un tempo in cui pochi bambini sopravvivevano all'infanzia e pochi adulti
superavano i trent'anni; un tempo in cui i predatori potevano colpire in ogni momento; un tempo, infine, in cui il capriccioso alternarsi di siccità e inondazioni si traduceva nello spettro
della fame o nella possibilità di sopravvivere. Ma con l'imporsi dell'agricoltura e delle società umane, anche molto primitive, le probabilità di sopravvivenza cominciarono ad aumentare
sensibilmente. Negli ultimi diecimila anni, quando queste conquiste si affermarono in tutto il mondo, le feroci pressioni che avevano tenuto in scacco le popolazioni umane andarono costantemente allentandosi.
Erano state quelle stesse pressioni a rendere le nostre risposte emozionali così preziose per la sopravvivenza; quando esse cessarono, venne meno anche il perfetto adattamento del nostro
repertorio emozionale. Se è vero che nel passato più remoto la propensione alla collera poteva costituire un vantaggio di cruciale importanza in termini di sopravvivenza, oggi che le armi
automatiche sono a portata di mano dei tredicenni una tale inclinazione può troppo spesso portare a reazioni disastrose
."
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)

lunedì 1 dicembre 2014

Mercoledì 3 dicembre - Meditazione Mindfulness di Consapevolezza - Ingresso libero

Mercoledì 3 dicembre - Meditazione Mindfulness di Consapevolezza - Ingresso libero
presso il Centro di Psicoterapia e Crescita Umana, via Marsala 11 - Firenze
Ore 20,30

Meditazione introdotta e condotta da Roberto Di Ferdinando

Attraverso una meditazione guidata prenderemo contatto, e piena consapevolezza, con le singoli parti del nostro corpo e con la sua interezza, per una profonda esperienza unitaria di sé.

orario: dalle 20,30 alle 21,45 circa

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.

Info e prenotazioni: 3339728888 - roberto.diferdinando@tin.it

domenica 30 novembre 2014

Stati d'animo e pensieri

"[...] stati d'animo come l'ansia, la tristezza e la rabbia non calano su di te senza che tu possa esercitare alcun controllo su di essi, ma che invece tu puoi cambiare il modo in cui ti senti attraverso ciò che pensi”, rileva lo psicologo Martin Seligman. Poiché mettere in
discussione i pensieri deprimenti sconfigge la tristezza che incombe sull'anima, Seligman aggiunse che tale tecnica “è un corroborante istantaneo che diventa un'abitudine”.[...]
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)

"Ogni secondo..."

"Ogni secondo puoi rinascere. Ogni secondo puo' esserci un nuovo inizio. E' la scelta. E' la tua scelta."
(Clearwater)

Incontri con Suzuki-roshi

"Suzuki-roshi aveva detto ai suoi studenti di contare i respiri, un metodo tradizionale di meditazione, per tutti i novanta giorni del periodo di addestramento. Molti lo trovavano difficile e le loro domande rivelavano la speranza di portare prima o poi a perfezionare questa tecnica.
In un discorso, Suzuki disse: - Quando contate i respiri: 'uno, due, tre...., in realta' significa 'proprio ora, proprio ora, proprio ora'. Significa che non perdete mai la vostra pratica. Non siate cosi pretenziosi da volerci riuscire in futuro, fatelo ora."

lunedì 24 novembre 2014

Mercoledì 26 novembre - Atisha - Meditazione del Cuore - Ingresso libero

Mercoledì 26 novembre - Meditazione - Meditazione del Cuore Atisha - Ingresso libero
presso il Centro di Psicoterapia e Crescita Umana, via Marsala 11 - Firenze
Ore 20,30

Atisha - Meditazione sul Cuore e sul suo potere di guarigione

Atisha fu un grande maestro di saggezza che creò una profonda tradizione di amorevolezza per tutti gli esseri senzienti ossia per ogni creatura vivente. Atisha scoprì che il cuore è la vera pietra filosofale capace di trasformare il dolore pesante e scuro in energia amorevole, luminosa e solare come l’oro.

Meditazione introdotta e condotta da Roberto Di Ferdinando

orario: dalle 20,30 alle 21,45 circa

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.

Per info e prenotazioni: roberto.diferdinando@tin.it – cell.:3339728888

mercoledì 19 novembre 2014

"Il cervello degli esseri umani..."

"Il cervello degli esseri umani è quello che impiega di più per maturare completamente. Se è vero che durante l'infanzia ogni area del cervello si sviluppa a velocità diversa, l'inizio della pubertà segna, invece, uno dei periodi di più drastica “potatura”. Fra le aree cerebrali più lente a maturare, ce ne sono diverse fondamentali per la vita emotiva. Mentre le aree sensoriali maturano nella prima infanzia, e il sistema limbico entro la pubertà, i lobi frontali - sede dell'autocontrollo emotivo, della comprensione e della reazione corticale perfezionata - continuano a svilupparsi fino alla fine dell'adolescenza, a volte fino a un periodo compreso fra i sedici e i diciotto anni di età.
Le abitudini di controllo emozionale, che si esprimono moltissime volte durante l'infanzia e gli anni dell'adolescenza, contribuiscono anch'esse a forgiare questi circuiti. Ciò fa dell'infanzia un'opportunità fondamentale per modellare inclinazioni emotive destinate a durare tutta la vita; le abitudini acquisite da bambini vengono installate nella cablatura sinaptica fondamentale dell'architettura neurale, e in seguito sono più difficili da modificare. Data l'importanza dei lobi prefrontali nel controllo delle emozioni, l'esistenza di un periodo critico molto lungo per la “scultura” sinaptica di questa regione può benissimo significare che, nel disegno generale del cervello, le esperienze di un bambino possono, nel corso degli anni, forgiare connessioni durature nei circuiti regolatori del cervello emozionale. Come abbiamo visto, le esperienze critiche comprendono il livello di dedizione e di sensibilità che i genitori mostrano nei confronti delle esigenze dei figli, le opportunità e la guida offerte al bambino per imparare a gestire i propri turbamenti e a controllare gli impulsi, e l'esercizio dell'empatia. Per lo stesso motivo, la trascuratezza o i maltrattamenti, la de-sintonizzazione di un genitore troppo egoista o indifferente, o ancora, una brutale disciplina, possono lasciare il segno sui circuiti emozionali.
Una delle abilità più essenziali nella sfera emotiva, appresa nella primissima infanzia e poi perfezionata negli anni successivi, è il sapere come calmarsi quando si è sconvolti. Nel caso dei bambini piccolissimi, la funzione consolatoria viene svolta da coloro che se ne prendono cura: quando la madre sente piangere il piccolo, ad esempio, lo prende in braccio, lo stringe e lo culla finché non si è calmato. Questa sintonizzazione biologica, secondo alcuni teorici, aiuta il bambino ad apprendere come ottenere lo stesso risultato da sé. Durante un periodo critico, collocabile fra i dieci e i diciotto mesi, l'area orbitofrontale della corteccia prefrontale forma rapidamente le connessioni con il sistema limbico, diventando così un interruttore
fondamentale per innescare o disinnescare la sofferenza. Il bambino che va incontro a infiniti episodi di consolazione da parte di altri viene aiutato ad apprendere come calmarsi e, secondo quest'ipotesi, rafforzerà le connessioni di questo circuito delegato al controllo della sofferenza; pertanto, nei momenti difficili della vita, egli sarà più abile nell'arte dell'auto-conforto.
Sicuramente, quest'arte viene acquisita dopo molti anni, e avvalendosi di molti nuovi mezzi, in quanto la graduale maturazione del cervello offre al bambino strumenti emozionali sempre più sofisticati. Come ricorderete, i lobi frontali, tanto importanti nella regolazione degli impulsi del sistema limbico, maturano nell'adolescenza. Un altro circuito fondamentale che continua a forgiarsi per tutta l'infanzia comprende il nervo vago, che non si limita a regolare la funzione del cuore e di altri organi, ma trasmette i segnali provenienti dalle ghiandole surrenali all'amigdala, preparandola a secernere le catecolamine che scatenano la risposta di combattimento o fuga. Un gruppo della University of Washington che studiava l'impatto delle cure parentali sui bambini, scoprì che il fatto stesso di avere genitori capaci dal punto di vista emozionale favoriva un miglioramento della funzione vagale.
Come spiega John Gottman, lo psicologo che ha diretto la ricerca: “I genitori modificano il tono vagale dei propri figli,” - una misura della sensibilità del nervo vago agli stimoli - “guidandoli nella loro vita emotiva: parlando ai bambini dei propri sentimenti e spiegando loro come comprenderli, evitando di essere critici e di emettere giudizi, risolvendo i problemi posti da difficili situazioni emotive, guidandoli sul da farsi, mostrando quali siano le alternative allo scontro fisico, o al chiudersi in se stessi quando si è tristi”. Quando i genitori svolgono bene questo compito, i bambini si comportano meglio, in quanto riescono a sopprimere più efficacemente l'attività vagale che induce l'amigdala a preparare l'organismo al combattimento
o alla fuga con una scarica ormonale. [...]"
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)

lunedì 17 novembre 2014

Mercoledì 19 novembre - Meditazione della Montagna - Ingresso gratuito

Mercoledì 19 novembre - Meditazione della Montagna - Ingresso gratuito
presso il Centro di Psicoterapia e Crescita Umana, via Marsala 11 - Firenze Ore 20,30

Pratica di consapevolezza, radicamento e sostegno: tramite una semplice visualizzazione entreremo in contatto con il "qui ed ora", radicandoci, e così sperimentare e richiamare la nostra stabilità
Meditazione introdotta e condotta da Roberto Di Ferdinando

orario: dalle 20,30 alle 21,45 circa

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe

Info e prenotazione: roberto.diferdinando@tin.it - 3339728888

venerdì 14 novembre 2014

"Quel principio...."

"Quel principio che ha come qualità la coscienza è presente indifferentemente in tutti i corpi, sicché colui che mediti come il tutto sia essenziato di esso, diventa vincitore del mondo."
(Vijñanabhairava Tantra)

giovedì 13 novembre 2014

"L'inferno..."

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio".
(Italo Calvino)

mercoledì 12 novembre 2014

14 novembre - Meditazione Kundalini - Ingresso libero

Meditazione Kundalini

14 novembre novembre 2014
Orario: dalle 18.30 alle 19.45 circa
Centro Studi di Psicoterapia e di Crescita Umana -

La meditazione è finalizzata a risvegliare una peculiare forma di energia, denominata Kundalini. Con Kundalini si è soliti intendere una forma di energia residuale, proveniente dalla creazione, localizzata in ciascuno di noi. È un forza di tipo generativo, che dimora nella zona dell’osso sacro, posto alla base della colonna vertebrale, nella zona del perineo, che localizza Muladhara, il più basso dei centri energetici (chakra).

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe.

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.

Per informazioni e prenotazione: 3339728888  roberto.diferdinando@tin.it

“Il senso d’identità”

"Al centro della personalità c’e’ quella che la psicologia chiama “il senso d’identità”: quello che/chi credi di essere. E, precisamente, c’e’ un’immagine di te stesso creata nel tempo con cui continui a identificarti.
Quando ti alzi al mattino, come fai a riconoscerti? Come sai che sei tu che cominci a pensare, che senti il corpo che si sveglia, che apri gli occhi, che ti stiracchi, fai programmi e butti i piedi giù dal letto? Lo so la domanda sembra assurda, ma lo è davvero? Cos’e’ che definisce la tua identità? Cos’e’ che chiami IO? E come ti ritrovi? La scienza, soprattutto la fisica quantica e la biochimica, stanno cercando le loro risposte ma dal punto di vista della spiritualità e’ chiaro che il fenomeno dell’identità e’ basato su una colla chiamata attaccamento. Attaccamento è un movimento nella consapevolezza che s’identifica con immagini del passato. Immagini che vivono non solo come forme pensiero ma soprattutto come contenuti emozionali, cristallizzazioni energetiche e tensioni nel corpo.
"
(Avikal Costantino)

lunedì 10 novembre 2014

DECONDIZIONARE E TRASFORMARE LE CREDENZE LIMITANTI.

29 e 30 novembre 2014 


dalle 10 alle 18


condotto dalla dott.ssa  Massimiliana Molinari

Nel nostro quotidiano ci sono delle scelte che facciamo,  modalità di reagire che spesso vanno in direzione contraria a quello che desidereremmo (ci mettiamo a dieta e poi ci abbuffiamo, desideriamo essere liberi e non riusciamo a staccarci dalle persone, desideriamo relazioni affettive e invece creiamo conflitti), e non ci spieghiamo come mai.

Le credenze limitanti sono delle convinzioni registrate a livello non cosciente che organizzano le nostre risposte agli eventi della vita (“non valgo, sono debole, sono incapace, per me non c’è gioia, non posso essere felice, la vita ce l’ha con me o non mi sostiene”) e hanno più potere dei nostri desideri coscienti perché sono agganciate a dei condizionamenti affettivi antichi.

In questo seminario lavoreremo con delle pratiche di consapevolezza e di meditazione per portare alla luce il condizionamento limitante,e lo trasformeremo secondo le qualità e indicazioni della nostra natura più profonda.


Per consentire un miglior lavoro  ai partecipanti il gruppo è a numero chiuso.

Costo del seminario 130 euro, sono previsti sconti per studenti .

Per informazioni e iscrizioni
massimilianamolinari@gmail.com
tel. 3396788142

12 novembre - La Meditazione sui Cuori Gemelli del Maestro Choa Kok Sui - Ingresso libero

La Meditazione sui Cuori Gemelli del Maestro Choa Kok Sui

12 novembre novembre 2014
Orario: dalle 20.30 alle 21.30 circa
Centro Studi di Psicoterapia e di Crescita Umana - Via Marsala 11 - 50135 - Firenze


Maestro Choa Kok Sui dice: "La Meditazione sui Cuori Gemelli è uno strumento molto potente per il proprio sviluppo spirituale"
E' una tecnica di meditazione avanzata per il raggiungimento dell'illuminazione o coscienza universale attraverso l'attivazione e lo sviluppo dei centri energetici del Cuore e della Corona, detti "Cuori Gemelli". Il centro energetico del Cuore situato al centro del petto è il sito delle emozioni superiori. Il centro energetico della Corona (chiamato anche centro spirituale) situato sulla sommità della testa, è l'ingresso verso una più elevata consapevolezza spirituale.

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe.

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.

Per informazioni e prenotazione: 3339728888  roberto.diferdinando@tin.it



Il Silenzio...

"Esiste qualcosa di più grande e più puro rispetto a ciò che la bocca pronuncia. Il silenzio illumina l'anima, sussurra ai cuori e li unisce. Il silenzio ci porta lontano da noi stessi, ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito, ci avvicina al cielo; ci fa sentire che il corpo è nulla più che una prigione, e questo mondo è un luogo d'esilio."
(Kahlil Gibran, Il Silenzio)

mercoledì 5 novembre 2014

Le emozioni....

"[...] Nel nostro repertorio, ogni emozione ha un ruolo unico, rivelato dalle sue caratteristiche biologiche distintive [...]. Con i nuovi metodi di cui può avvalersi la scienza per scrutare nel corpo e nel cervello, i ricercatori stanno scoprendo ulteriori dettagli fisiologici sul modo in cui ciascuna emozione prepara il corpo a un tipo di risposta molto diverso.
- Quando siamo in "collera", il sangue ci affluisce alle mani e questo rende più facile afferrare un'arma o sferrare un pugno all'avversario; la frequenza cardiaca aumenta e una scarica di ormoni, fra i quali l'adrenalina, genera un impulso di energia abbastanza forte da permettere un'azione vigorosa.
- Se abbiamo "paura", il sangue fluisce verso i grandi muscoli scheletrici, ad esempio quelli delle gambe, rendendo così più facile la fuga e al tempo stesso facendo impallidire il volto, momentaneamente meno irrorato (ecco da dove viene la sensazione che “si geli il sangue”).
Allo stesso tempo, il corpo si immobilizza, come congelato, anche solo per un momento, forse per valutare se non convenga nascondersi. I circuiti dei centri cerebrali preposti alla regolazione della vita emotiva scatenano un flusso di ormoni che mette l'organismo in uno stato generale di allerta, preparandolo all'azione e fissando l'attenzione sulla minaccia che incombe per valutare quale sia la risposta migliore.
- Nella "felicità", uno dei principali cambiamenti biologici sta nella maggiore attività di un centro cerebrale che inibisce i sentimenti negativi e aumenta la disponibilità di energia, insieme all'inibizione dei centri che generano pensieri angosciosi. Tuttavia, a parte uno stato di quiescenza che consente all'organismo di riprendersi più rapidamente dall'attivazione biologica causata da emozioni sconvolgenti, non si riscontrano particolari cambiamenti fisiologici.
Questa configurazione offre all'organismo un generale riposo, e lo rende non solo disponibile ed entusiasta nei riguardi di qualunque compito esso debba intraprendere ma anche pronto a battersi per gli obiettivi più diversi.
- L'"amore", i sentimenti di tenerezza e la soddisfazione sessuale comportano il risveglio del sistema parasimpatico; in altre parole, si tratta della mobilitazione opposta a quella che abbiamo visto nella reazione di “combattimento o fuga” tipica della paura e della collera. La modalità parasimpatica, che potremmo anche chiamare “risposta di rilassamento” si avvale di un insieme di reazioni che interessano tutto l'organismo e inducono uno stato generale di calma e soddisfazione tale da facilitare la cooperazione.
- Nella "sorpresa" il sollevamento delle sopracciglia consente di avere una visuale più ampia e di far arrivare più luce sulla retina. Questo permette di raccogliere un maggior numero di informazioni sull'evento inatteso, contribuendo alla sua comprensione e facilitando la rapida formulazione del migliore piano d'azione.
- In tutto il mondo l'espressione di "disgusto" è la stessa, e invia il medesimo messaggio:
qualcosa offende il gusto o l'olfatto, anche metaforicamente. Come già aveva osservato Darwin, l'espressione facciale del disgusto - il labbro superiore sollevato lateralmente mentre il naso accenna ad arricciarsi - indica il tentativo primordiale di chiudere le narici colpite da un odore nocivo o di sputare un cibo velenoso.
- La "tristezza" ha la funzione fondamentale di farci adeguare a una perdita significativa, ad esempio a una grande delusione o alla morte di qualcuno che ci era particolarmente vicino.
Essa comporta una caduta di energia ed entusiasmo verso le attività della vita in particolare per le distrazioni e i piaceri - e, quando diviene più profonda e si avvicina alla depressione, ha l'effetto di rallentare il metabolismo. La chiusura in se stessi che accompagna la tristezza ci dà l'opportunità di elaborare il lutto per una perdita o per una speranza frustrata, di comprendere le conseguenze di tali eventi nella nostra vita e, quando le energie ritornano, di essere pronti per nuovi progetti. Può darsi che un tempo questa caduta di energia servisse a tenere i primi esseri umani vicini ai loro rifugi - e quindi al sicuro - quando erano tristi e perciò più vulnerabili.
Queste inclinazioni biologiche a un certo tipo di azione vengono poi ulteriormente plasmate dall'esperienza personale e dalla cultura. Ad esempio, la perdita di una persona amata suscita universalmente tristezza e dolore. Ma il modo in cui esterniamo il nostro lutto - il modo in cui le emozioni sono esibite in pubblico o trattenute in modo da esprimerle solo in privato - è forgiato dalla cultura; analogamente, dipendono dalla cultura i criteri con i quali le persone vengono classificate o meno nella categoria di quelle “amate” delle quali si debba piangere la morte.
Il lungo periodo dell'evoluzione durante il quale queste risposte emozionali si andarono forgiando fu certamente caratterizzato da una realtà ben più dura di quella che la maggior
parte degli esseri umani si trovò poi a dover affrontare in quanto specie a partire dagli albori della storia. Era un tempo in cui pochi bambini sopravvivevano all'infanzia e pochi adulti superavano i trent'anni; un tempo in cui i predatori potevano colpire in ogni momento; un tempo, infine, in cui il capriccioso alternarsi di siccità e inondazioni si traduceva nello spettro della fame o nella possibilità di sopravvivere. Ma con l'imporsi dell'agricoltura e delle società umane, anche molto primitive, le probabilità di sopravvivenza cominciarono ad aumentare sensibilmente. Negli ultimi diecimila anni, quando queste conquiste si affermarono in tutto il mondo, le feroci pressioni che avevano tenuto in scacco le popolazioni umane andarono
costantemente allentandosi.
Erano state quelle stesse pressioni a rendere le nostre risposte emozionali così preziose per la sopravvivenza; quando esse cessarono, venne meno anche il perfetto adattamento del nostro
repertorio emozionale. Se è vero che nel passato più remoto la propensione alla collera poteva costituire un vantaggio di cruciale importanza in termini di sopravvivenza, oggi che le armi automatiche sono a portata di mano dei tredicenni una tale inclinazione può troppo spesso portare a reazioni disastrose. [...]."
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)

Incontri con Suzuki-roshi

"Uno psichiatra interrogo' Suzuki- roshi sulla coscienza.
《Non so niente sulla coscienza》, rispose Suzuki. 《Cerco solo di insegnare ai miei studenti ad ascoltare il canto degli uccelli".

"Due sponde..."

"[...] quando riconosco che sono niente c'è saggezza e quando vedo che sono tutto c'è amore. E tra queste due sponde si muove la mia vita. [...]"
(Nisargadatta)

lunedì 3 novembre 2014

Link meditazioni sonore

E' ormai dimostrato e risaputo che alcuni suoni hanno degli effetti benefici e curativi sul nostro sistema biopsichico.
A tal proposito vi segnalo questo link da dove si possono scaricare gratuitamente delle meditazioni sonore da ascoltare.

http://tomkenyon.com/listening

Mi farebbe piacere che chi iniziasse ad utilizzarle mi scrivesse poi per condividere la propria esperienza,per confrontarci.

"Apprendimenti di vita emotiva..."

"[...] La vita familiare è la prima scuola nella quale apprendiamo insegnamenti riguardanti la vita emotiva; è nell'intimità familiare che impariamo come dobbiamo sentirci riguardo a noi stessi e quali saranno le reazioni degli altri ai nostri sentimenti; che cosa pensare su tali sentimenti e quali alternative abbiamo per reagire; come leggere ed esprimere speranze e paure. L'educazione emozionale opera non solo attraverso le parole e le azioni dei genitori indirizzate direttamente al bambino, ma anche attraverso i modelli che essi gli offrono mostrandogli come gestiscono i propri sentimenti e la propria relazione coniugale. Alcuni genitori sono insegnanti di talento, altri un vero disastro.
Centinaia di studi dimostrano che il modo in cui i genitori trattano i bambini - con dura disciplina o con comprensione empatica, con indifferenza o con calore, e così via - ha conseguenze profonde e durevoli per la loro vita emotiva. Tuttavia, solo recentemente sono stati acquisiti dati seri che dimostrano come il fatto di avere genitori intelligenti dal punto di vista emotivo è di per se stesso una fonte di grandissimo beneficio per il bambino. Il modo in cui i membri di una coppia gestiscono i propri sentimenti reciproci - oltre al loro modo di
trattare direttamente con il bambino - costituisce una fonte di insegnamenti profondi per i figli, che sono alunni svegli, pronti a cogliere i più sottili scambi emozionali in seno alla famiglia.
Quando alcuni gruppi di ricerca guidati da Carole Hooven e John Gottman, della Washington University, compirono una microanalisi delle interazioni all'interno delle coppie concentrata sul modo in cui i partner trattavano i propri figli, scoprirono che le coppie che meglio vivevano le emozioni all'interno del matrimonio erano anche quelle più abili nell'aiutare i bambini a superare i propri alti e bassi psicologici. [...]"
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)

domenica 2 novembre 2014

5 novembre - Meditazione Mindfulness - Ingresso libero

Meditazione Mindfulness
5 novembre 2014
Orario: dalle 20.30 alle 21.30 circa


Pratica meditativa basata sul respiro consapevole per un’esperienza unitaria di sé. Una delle più efficaci tecniche di benessere psicosomatico.


Presa di contatto e di consapevolezza con il proprio corpo, nelle sue parti e nella sua interezza, con i suoni e ed i pensieri.


Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe.


Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.

Per informazioni e prenotazione: 3339728888  roberto.diferdinando@tin.it

mercoledì 29 ottobre 2014

"Il prezzo dell'ansia"

"[...] Il prezzo dell'ansia non sta solo nel fatto che essa abbassa la risposta immunitaria; altre ricerche dimostrano anche i suoi effetti negativi sul sistema cardiovascolare. Nutrire costantemente sentimenti di ostilità e andare incontro a ripetuti episodi di collera sembrano essere importantissimi fattori di rischio di cardiopatia per gli uomini; nelle donne, invece, le emozioni più letali sono probabilmente l'ansia e la paura. In una ricerca condotta dalla Stanford University School of Medicine su più di mille uomini e donne che avevano avuto un primo attacco di cuore, le donne che in seguito ne ebbero un secondo si distinguevano per elevati livelli di ansia e paura. In molti casi, la paura prendeva la forma di fobie paralizzanti:
dopo il loro primo attacco le pazienti smettevano di guidare, lasciavano il proprio lavoro ed evitavano di uscire.
Gli insidiosi effetti fisici dello stress e dell'ansia - quelli prodotti da professioni o stili di vita ad alta pressione, come quello di una madre single che si sobbarchi la cura del figlio piccolo e il peso di un impiego - vengono oggi analizzati a livello molto dettagliato dal punto di vista anatomico. Ad esempio, Stephen Manuck, uno psicologo della Pittsburgh University, sottopose trenta volontari maschi a un test severo e rigoroso in un contesto ansiogeno; l'esperimento aveva luogo in laboratorio, monitorando i parametri ematici dei volontari, e dosando nel loro sangue una sostanza secreta dalle piastrine, chiamata adenosintrifosfato o A.T.P., che può innescare cambiamenti vasali tali da portare ad attacchi cardiaci e ictus. Quando i volontari erano sottoposti allo stress intenso, i loro livelli di A.T.P., come anche la frequenza cardiaca e la pressione ematica, salivano bruscamente.
Comprensibilmente, i rischi per la salute sembrano massimi nel caso di occupazioni che comportino grande “tensione”: ad esempio, il dover dare elevatissime prestazioni quando si ha uno scarso controllo - o addirittura nessun controllo - sulle modalità di svolgimento del lavoro (una difficile situazione, questa, che giustifica l'elevata incidenza di ipertensione riscontrata, ad esempio, fra gli autisti di autobus). In uno studio su 569 pazienti affetti da cancro del colon-retto e su un gruppo di controllo omogeneo, i soggetti che affermarono di aver sperimentato gravi problemi sul lavoro nei dieci anni precedenti avevano una probabilità di cinque volte e mezza superiore di sviluppare il cancro di quelli che non avevano patito quel tipo di stress.
Poiché il prezzo fisico della sofferenza psicologica è tanto grande, le tecniche di rilassamento - che si oppongono direttamente all'attivazione fisiologica causata dallo stress - vengono usate clinicamente per allentare la sintomatologia di un'ampia gamma di patologie croniche. Esse includono le malattie cardiovascolari, alcuni tipi di diabete, l'artrite, l'asma, i disturbi gastrointestinali e il dolore cronico, tanto per nominarne solo qualcuna. Nella misura in cui ogni sintomo può peggiorare in presenza di stress e di sofferenza psicologica, aiutare i pazienti ad essere più rilassati e a gestire i propri sentimenti turbolenti può spesso offrire un certo sollievo. [...]"
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)

Il passato...

"Vi auguriamo che possiate accettare e lasciare andare il passato, comunque esso sia stato, che possiate aprirvi al momento presente, fidandovi della vostra capacità di averne cura, con intenzione, attenzione, gentilezza, che possiate affidarvi a ciò che fiorirà nel futuro, certi che esso sarà il frutto della vostra cura sollecita del momento presente."
(cit.)

Silenzio

"Tutto il meglio avviene nella solitudine e nel silenzio: non importa che qualcuno sappia o ascolti; c’è chi accoglie, c’è un senso profondo nel quale ogni cosa vive, un’anima che respira l’infinito."
(Sirio Politi)

lunedì 27 ottobre 2014

Le emozioni

"[...] Solitamente, dal punto di vista fisiologico, un'emozione sorge prima che l'individuo ne sia conscio. Ad esempio, quando le persone che temono i serpenti osservano disegni che li raffigurano, sensori posti sulla loro pelle rivelano che cominciano a sudare, sebbene essi sostengano di non aver paura alcuna. In questi soggetti la sudorazione compare anche quando il disegno di un serpente viene presentato loro così rapidamente che essi non sono assolutamente consapevoli di che cosa, esattamente, abbiano appena visto - e meno che mai sono consapevoli di essere in procinto di diventare ansiosi. Questa agitazione emozionale preconscia continua ad aumentare e diventa infine abbastanza forte da irrompere nella consapevolezza. Esistono pertanto due livelli di emozione, quello conscio e quello inconscio. Il momento in cui un'emozione si fa strada nella consapevolezza segna la sua registrazione come tale da parte della corteccia frontale.
Le emozioni che covano sotto la cenere al di sotto della soglia della consapevolezza possono avere un impatto potente sul nostro modo di percepire e reagire, anche se non ce ne rendiamo conto. Prendiamo, ad esempio, qualcuno che sia stato infastidito dall'incontro con un tipo villano al principio della giornata e che resti irritabile per ore, offendendosi a sproposito e rimbeccando aspramente gli altri senza motivo. Può darsi benissimo che costui non si renda conto della propria irritabilità e che si sorprenda quando qualcuno gliela fa notare, sebbene sia proprio quell'irritabilità, appena al di là della consapevolezza, ad imporgli le sue brusche risposte. Ma una volta che l'azione viene portata nella consapevolezza - una volta che essa sia stata registrata dalla corteccia - quest'uomo potrà rivalutare la situazione e decidere di scrollarsi di dosso i sentimenti lasciatigli dall'incontro sgradevole del mattino, cambiando prospettiva e stato d'animo. In questo modo, l'autoconsapevolezza delle proprie emozioni è l'elemento costruttivo essenziale di un altro importantissimo aspetto dell'intelligenza emotiva, ossia la capacità di liberarsi di uno stato d'animo negativo. [...]".
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)

domenica 26 ottobre 2014

Mercoledì 29 ottobre - Meditazione di Consapevolezza "Vipassana" - Ingresso libero

Mercoledì 29 ottobre - Meditazione di Consapevolezza "Vipassana"
presso il Centro di Psicoterapia e Crescita Umana, via Marsala 11 - Firenze
Ore 20,30

Pratica base del respiro consapevole per un’esperienza unitaria di sé. Una delle più efficaci tecniche di benessere psicosomatico.
Presa di contatto e di consapevolezza con il proprio corpo, nelle sue parti e nella sua interezza.

Meditazione introdotta e condotta da Roberto Di Ferdinando

orario: dalle 20,30 alle 21,30 circa

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.
Per info e prenotazioni: roberto.diferdinando@tin.it – cell.:3339728888

"L'AIUTO DEGLI AMICI - BUONA SALUTE E RELAZIONI PERSONALI"

"Alla lista dei rischi per la salute da attribuirsi a problemi emotivi, va aggiunto il suono del silenzio - la solitudine - e a quella dei fattori che proteggono il benessere, il poter contare su legami stretti. Studi compiuti nell'arco di vent'anni, ai quali hanno preso parte più di trentasettemila persone, hanno dimostrato che l'isolamento sociale - la sensazione di non aver nessuno con cui condividere i propri sentimenti più intimi o con cui avere uno stretto contatto - raddoppia le probabilità di malattia o di morte. Come recitava nelle sue conclusioni un articolo pubblicato su "Science" nel 1987, di per se stesso, l'isolamento “è significativo ai fini della mortalità esattamente come il fumo, l'ipertensione, un elevato livello ematico di colesterolo, l'obesità e la mancanza di attività fisica”. Per essere precisi, il fumo aumenta il rischio di mortalità di un fattore pari a 1.6, mentre l'isolamento sociale lo moltiplica di un fattore 2.0, distinguendosi come uno dei principali fattori di rischio.
L'isolamento è più difficile da sopportare per gli uomini che per le donne. Gli uomini isolati avevano una probabilità di morte dalle due alle tre volte superiore rispetto a quella di uomini con stretti legami sociali; nel caso delle donne isolate, invece, il rischio era di una volta e mezza superiore rispetto a quello di soggetti meglio integrati socialmente. Il diverso impatto dell'isolamento nei due sessi potrebbe essere dovuto al fatto che le relazioni delle donne tendono a essere più intime, dal punto di vista emotivo, di quelle degli uomini; per una donna, anche pochi di questi legami sociali possono risultare più confortanti di uno stesso numero di amicizie nel caso di un uomo.
Naturalmente, la solitudine non equivale all'isolamento; molte persone che vivono da sole o hanno pochi amici sono soddisfatte e sane. Piuttosto, a comportare il rischio è la sensazione soggettiva di essere tagliati fuori dal mondo degli altri e di non avere nessuno a cui rivolgersi. [...]"
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)

sabato 25 ottobre 2014

L'abbecedario dell'intelligenza emotiva

" [...] Supponiamo che una bambina di due mesi si svegli alle tre di notte e cominci a piangere. La madre va da lei e, per la mezz'ora successiva, allatta la piccola tenendola fra le braccia, guardandola con affetto e raccontandole quanto sia felice di vederla, sia pure nel bel mezzo della notte. La bambina, soddisfatta dell'amore della madre, risprofonda nel sonno.
Ora immaginiamo un altro bambino di due mesi, che si svegli anche lui piangendo nel cuore della notte, ma che si scontri invece con una madre tesa e irritabile, che si era addormentata solo un'ora prima dopo aver litigato con il marito. Il bambino comincia a entrare in tensione nel momento stesso in cui la madre lo prende bruscamente in braccio dicendogli “Sta' buono - Ci mancava solo questa! Andiamo, facciamola finita”. Mentre allatta il bambino, la madre è come pietrificata: non lo guarda in faccia, ripensa al litigio con il marito e diventa sempre più agitata via via che rimugina sull'accaduto. Il bambino, percependo la sua tensione, si dimena, si irrigidisce e smette di succhiare. “Tutta qui la tua gran fame?!” dice la madre. “E allora basta!” Con lo stesso fare brusco, lo rimette nella culla ed esce dalla stanza lasciandolo piangere finché quello, esausto, non si riaddormenta.
Le due scene sono presentate nel rapporto del National Center for Clinical Infant Programs come esempi di interazioni che, se ripetute all'infinito, istillano in un bambino sentimenti molto diversi riguardo a se stesso e alle sue relazioni più strette. La bambina del primo esempio sta imparando che può confidare nel fatto che gli altri si accorgano delle sue esigenze, che può contare su di loro per essere aiutata e che sa ottenere l'aiuto che le serve; il secondo bambino, invece, sta scoprendo che a nessuno importa molto di lui, che non si può contare sugli altri, e che i suoi sforzi per ottenere conforto sono destinati a scontrarsi con il fallimento.
Naturalmente, la maggior parte dei bambini ha almeno un assaggio di entrambi i tipi di interazione. Ma nella misura in cui una o l'altra è tipica del modo con cui i genitori trattano il proprio figlio nell'arco di anni, tutto questo finirà per impartire al bambino alcuni fondamentali insegnamenti su quanto egli debba sentirsi sicuro e capace nel mondo e su quanto possa fidarsi del prossimo. Secondo Erik Erikson, questo impatto con i genitori determina se un bambino arriverà a nutrire un sentimento di fondamentale “fiducia” o “sfiducia”.
Questo apprendimento emozionale comincia nei primi istanti di vita, e continua per tutta l'infanzia. Tutti i piccoli scambi fra genitori e bambino hanno un fondo emozionale, e nella ripetizione di questi messaggi per anni, i bambini si formano un nucleo di prospettive e capacità emotive. [...]"
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)

venerdì 24 ottobre 2014

"La propria forza spirituale...."

"Ci sono molti modi per valutare la propria forza spirituale? - Molti. - Diccene uno. - Scoprire quante volte siete disturbati nel corso di una sola giornata. -."
(Thomas Merton)

"I tre comportamenti inadeguati più comuni nei genitori....."

"[...] I tre comportamenti inadeguati più comuni nei genitori sono:
- "Ignorare completamente i sentimenti" - Questi genitori trattano il turbamento emotivo del bambino come se fosse una cosa banale o una seccatura della quale aspettare la naturale estinzione. Essi non riescono ad approfittare dei momenti carichi di valenze psicologiche per avvicinarsi al bambino o per aiutarlo ad apprendere alcune competenze emozionali.
- "Assumere un atteggiamento troppo incline al laissez-faire" - Questi genitori notano i sentimenti del bambino, ma ritengono che qualunque strategia egli adotti per gestire la sua tempesta interiore - anche lo scontro fisico - vada bene. Come quelli che ignorano i sentimenti del bambino, anche questi genitori raramente intervengono per cercare di mostrare al proprio figlio una risposta alternativa. Essi cercano di calmare ogni turbamento e pur di ottenere che il bambino smetta di essere triste o in collera, si metteranno a mercanteggiare e ricorreranno alle lusinghe.
- "Essere sprezzanti, mostrando di non avere rispetto alcuno per i sentimenti del bambino" - Questi genitori solitamente hanno un atteggiamento di disapprovazione e sono duri sia nelle critiche che nelle punizioni. Ad esempio, possono proibire al bambino di mostrare ogni segno di collera e diventare punitivi al minimo segno di irritabilità. Questo è il tipo di genitore che, quando il figlio cerca di spiegare la propria versione dei fatti, gli grida irritato: “E non permetterti di rispondermi!”.
Infine, ci sono i genitori che colgono l'opportunità di un turbamento del figlio per agire come una sorta di “allenatore” o di guida psicologica. Essi prendono i sentimenti del proprio bambino abbastanza sul serio da cercare di comprendere esattamente i motivi del suo turbamento (“Sei arrabbiato perché Tommy ha ferito i tuoi sentimenti?”) e da tentare di aiutarlo a trovare un modo positivo per calmarsi (“Invece di prenderlo a pugni, perché non trovi qualcosa con cui divertirti da solo finché non ti torna la voglia di giocare ancora con lui?”).
Per riuscire ad essere bravi “allenatori”, i genitori devono avere essi stessi una buona conoscenza dell'intelligenza emotiva. Ad esempio, uno dei fondamentali insegnamenti emozionali per un bambino è il saper distinguere i diversi sentimenti; ma un padre troppo desintonizzato dalla propria tristezza non potrà aiutare il figlio a comprendere la differenza fra il dolore per una perdita, il sentirsi malinconici quando si guarda un film lacrimoso, e la tristezza che assale il bambino quando accade qualcosa a una persona che ama. Oltre a questa distinzione, c'è anche una comprensione più profonda, ad esempio il fatto che la collera è molto spesso causata dal sentirsi feriti.
Crescendo, i bambini non solo sono pronti a ricevere vari insegnamenti emozionali specifici, ma ne hanno bisogno. [...]"
(Daniel Goleman - Intelligenza emotiva)